Digital Workplace: lavora ovunque ti trovi

Un trend emergente che vede protagonisti in questi giorni milioni di lavoratori in Italia e nel mondo è lo smart working o meglio, la capacità di trasformare la propria scrivania in un ufficio grazie ad un laptop e una connessione internet performante.

Sì, perché lo Smart Working che oggi è diventato una keyword presente su tutti i canali di comunicazione è figlio dell’evoluzione che il mondo del lavoro ha avuto negli anni della Digital Transformation.

Chiedere “come va?” in chat, presentare delle slide durante una riunione oppure collaborare su uno stesso documento è possibile grazie a strumenti e risorse che aiutano i team a comunicare e collaborare in modo più efficiente, anche quando non tutti sono presenti fisicamente in una stanza.

“E’ la nostra attitudine al cambiamento a renderci vincenti. Ci sono persone che scappano per paura, altre invece trovano opportunità laddove altri vedono catastrofi.”

Secondo un’indagine commissionata da Citrix, azienda IT, all’istituto di ricerca OnePoll su un campione di 500 persone, per il 91% è evidente l’effetto positivo dello Smart Working sulla produttività aziendale.

Come un Digital Workplace può migliorare il focus garantendo le migliori condizioni di lavoro per il dipendente?

Se le aziende stanno combattendo ogni giorno per connettere i propri dipendenti e mantenere alta – per quanto possibile – la produttività, i lavoratori hanno bisogno di continuare a monitorare tutte le attività di ufficio, avere visibilità su tutte le news e gli ultimi aggiornamenti, accedere ai documenti e alle risorse utili, senza precludersi la possibilità di interagire tra loro.

Migliora la collaborazione, ovunque tu sia

Organizzare il lavoro in team è di per sé un’attività difficile e che richiede un dispendio di energie non trascurabile quando si è in ufficio. Figurarsi se il team è sparso in diverse sedi o addirittura in altre città.

Un Digital Workplace fornisce degli strumenti in grado di mantenere il focus sul lavoro di squadra e sulla produttività. Chat, commenti su news e file, possibilità di taggare un collega su un avviso, collegamenti rapidi a documenti, community di progetto e di reparto, calendari e cartelle di team condivisi sono solo alcune delle funzionalità integrabili in una piattaforma di social intranet.

Trova tutte le informazioni di cui hai bisogno al momento giusto

Il tempo è denaro, dicevano. Quanto tempo in media passa un dipendente a ricercare informazioni aziendali per lavorare? Ha provato a chiederselo IDC, che con un ricerca di mercato ha dimostrato come alcuni dipendenti passino un quinto del loro tempo lavorativo a ricercare informazioni. Cosa fare, dunque, per essere più efficienti? Per rispondere a questo, l’adozione di una strategia cloud è un primo step importante.

Attraverso l’integrazione della suite di collaborazione aziendale, come Google Workspace,  e di un Digital Workplace, come LumApps, trovare file e documenti risulta più facile e veloce. Grazie alla profilazione dei contenuti, il target di utenza definito non rischia il sovraccarico di informazioni e accede a tutti i suoi contenuti in modo rapido. Uno strumento di ricerca intelligente in grado di trovare qualunque informazione (news, avvisi, eventi, file e documenti, cartelle, colleghi d’ufficio) per parola chiave diventa poi la ciliegina sulla torta.

Accelera l’adozione della tua intranet da mobile

Secondo un rapporto IDC, nel 2022 ci saranno in Italia 10 milioni di mobile worker. Le aziende, dunque, si devono adoperare per dare accesso a tutti i contenuti del Digital Workplace anche da mobile per permettere ai lavoratori di essere al passo con le informazioni recenti, ricevere notifiche istantanee, visualizzare un documento, scaricarlo e commentare un aggiornamento. Anche (e soprattutto) in mobilità.

Insomma, iniziamo a disaffezionarci pian piano alla scrivania individuale e alla logica del timbro d’ingresso-timbro d’uscita per avvicinarci sempre di più alla rivoluzione digitale del posto di lavoro iniziata grazie alle piattaforme di Digital Workplace, le quali rivestono un ruolo sempre più centrale per mantenere il controllo sugli asset aziendali, migliorare la comunicazione interna e diventare soluzioni integrate di business process management.

Senza dimenticare l’aspetto più importante: garantire una migliore esperienza lavorativa alle persone. 

Huware al training parigino di LumApps

Una rappresentanza del team change settimana scorsa ha partecipato con grande entusiasmo al “Partner Training Program” organizzato da LumApps nella splendida sede di Parigi. Tre giornate di formazione intensa che hanno coinvolto il nostro team in un percorso di scambio e crescita con gli altri partner europei. 

La prima parte ha visto coinvolta la nostra UX specialist Gloria Chiocci nella sessione dedicata al design, mentre nelle altre due giornate l’intero team ha partecipato alla formazione metodologica e strutturale della social intranet. “Per il nostro team è stata un’esperienza straordinaria, ci ha permesso di confrontarci con grandi realtà europee, provando direttamente sul campo e mettendo a frutto tutte le conoscenze apprese in questi mesi di formazione precedenti al training parigino.” Come raccontano Francesco Ciliberti e Maddalena Parente, Change Consultant di Huware

LumApps

Ma cos’è LumApps e perché è utile alle aziende?

LumApps è una piattaforma social intranet collaborativa, progettata per connettere, informare e coinvolgere tutti i dipendenti all’interno di un unico ambiente comunicativo, personalizzabile e adattabile a tutte le esigenze comunicative delle aziende. Perfettamente integrato con gli ambienti di lavoro G Suite e Microsoft Office. LumApps è già stata scelta da più di 400 aziende tra cui: Etam, Norauto e Air Liquide.

L’esperienza parigina è stata solo il primo di una lunga serie di eventi e formazioni che come Huware, stiamo portando insieme a LumApps in Italia. Seguiteci su Linkedin per conoscere tutte le news.

Huware è un Premier Partner Google specializzato in Work Transformation

Huware ha ottenuto la specializzazione in Work Transformation dal programma Google Cloud Partner Specialization dedicato a tutte le aziende partner Google Cloud nel mondo. Questa certificazione qualifica la competenza, esperienza e la metodologia progettuale e di change management di Huware in ambito work transformation con la tecnologia Google Cloud. 

Il programma Google Cloud Specialization ha l’obiettivo di garantire alle aziende clienti di lavorare sempre con partner qualificati, selezionandoli in base alla qualità e l’esperienza dimostrata durante gli anteriori progetti di G Suite deployment.

“Siamo felici di continuare a coltivare nel migliore dei modi la nostra relazione di partnership strategica con Google Cloud; consolidiamo così un’attività cardine dei nostri progetti e della nostra visione.

Grazie a questo importante traguardo raggiunto, il nostro team è ancora più motivato nell’affiancare i nostri clienti nel loro percorso di trasformazione digitale con Google.”

Andrea Servili, co-founder e partner Huware

L’employee engagement favorisce la crescita e l’innovazione in azienda

Perché ultimamente si sente sempre parlare di employee engagement? Ma, soprattutto, in cosa consiste l’employee engagement?

Parliamo di employee engagement quando i dipendenti sono motivati, propensi, positivi nel contribuire al successo generale dell’azienda facendo del loro meglio sul lavoro e svolgendo con determinazione attività che portano beneficio a tutta l’organizzazione.

A seconda di questa definizione, le aziende classificano gli utenti in tre tipologie differenti a seconda del livello di engagement:

1. Engaged collaborators: sono molto entusiasti del loro lavoro e del loro capo, danno costantemente il loro contributo e garantiscono un effort superiore alla media.

2. Non-engaged collaborators: sono poco coinvolti sentimentalmente, contribuiscono a favore degli obiettivi dell’azienda ma con il minimo sforzo.

3. Disengaged collaborators: non credono e non investono per nulla nel proprio lavoro, spesso “remano contro” l’azienda dimostrando assenteismo e malessere.

Un paio d’anni fa, Gallup ha riportato in una sua ricerca che il 51% dei lavoratori americani appartengono alla categoria non-engaged contro un 33% di engaged. Questo significa che 1 lavoratore su 2 non investe nel successo dell’azienda per cui lavora! Un dato americano, che però fa riflettere.

“Non sono i clienti a venire prima di qualsiasi altra cosa, sono i dipendenti. Se ti prendi cura dei tuoi dipendenti, saranno loro a prendersi cura dei clienti”.

Ha affermato Richard Branson, fondatore del gruppo Virgin.

Niente di più vero.
Molte aziende da tempo hanno iniziato ad investire in attività di employee engagement e hanno spostato il focus dapprima all’interno dell’organizzazione curando la brand identity, stimolando la comunicazione interna tra le persone, adottando strategie human-centric e trasferendo un senso di appartenenza e responsabilità in tutti i team di lavoro.

Se i dipendenti stanno bene, sono motivati e ingaggiati allora trasferiranno più valore sia al cliente che all’azienda stessa: diventano promotori dell’innovazione, della cultura e dello spirito aziendale.

Ma come fanno le aziende ad approcciare un’attività di employee engagement?

In molti casi, un progetto di employee engagement è facilitato dall’introduzione di tecnologie semplici ma efficaci in grado di supportare piani di comunicazione interna: parliamo di strumenti che abilitano un nuovo modo di collaborare e condividere le informazioni in tutta l’azienda, nella maggior parte dei casi abbattendo le barriere che normalmente lo impediscono.

Ad esempio, sempre più organizzazioni stanno scegliendo di investire nella G Suite, la piattaforma di collaborazione in cloud di Google in grado introdurre nuove logiche di lavoro e che, gradualmente, porta avanti una trasformazione non solo tecnologica ma anche culturale mettendo le persone al centro.

Uno strumento molto vicino all’utente come afferma uno dei nostri principali clienti.

I nostri dipendenti hanno iniziato ad apprezzare G Suite molto rapidamente. In pochi mesi, la stragrande maggioranza interagiva attraverso le applicazioni della suite.

Un’altra attività su cui si investe molto, a proposito di comunicazione interna, è la costruzione di uno spazio di condivisione, una intranet o un portale che sia in grado di portare contenuti, notizie, funzioni utili ad ogni singola persona dell’azienda mantenendo il controllo a livello centrale. LumApps, ad esempio, è la social intranet che si integra perfettamente con gli strumenti di lavoro offrendo un vero e proprio punto di riferimento e curando molto l’aspetto di user experience, community e policy.

Mantenere elevato il livello di employee engagement è interesse sia di piccole che di grandi aziende. Per questa ragione, strumenti di lavoro efficaci e uno spazio pensato e costruito sulle reali esigenze dei propri utenti, oggi sono la chiave!

Vuoi parlarne con noi? Contattaci a info@huware.com

Le novità G Suite presentate al Google Next ’19 di Londra

Google Cloud ha portato l’esperienza del Next in Europa, anche quest’anno.

L’evento tenutosi il 20 e il 21 Novembre a Londra è considerato l’appuntamento più importante dell’anno almeno per tutte le aziende e le persone che lavorano nel mondo della tecnologia, dell’innovazione e del cloud.

Questa edizione del Next non è certo passata inosservata: circa di 7.000 partecipanti hanno preso parte alle diverse sessioni e hands-on lab previsti per la due giorni di evento, molti interessati a scoprire le novità e i nuovi lanci previsti dal mondo Google Cloud. 

Tra i diversi e molti argomenti toccati: dalla sicurezza all’analisi dei dati, dall’intelligenza artificiale all’aumento di produttività, la piattaforma di collaborazione in cloud G Suite rimane sempre uno dei temi più attesi in particolare per quelle aziende che si trovano nella situazione di cambiare strumenti di lavoro oppure lo hanno appena fatto e desiderano migliorare ancora di più il modo di lavorare dei dipendenti.

Da anni Google investe continuamente in G Suite per migliorarla e adeguarla ai crescenti bisogni degli utenti finali. Quest’anno ancora di più: le principali novità, infatti, di basano sull’integrazione della AI (Artificial intelligence) nelle G Suite Apps.

Ecco le 4 principali:

Smart compose

Già da un paio di mesi è disponibile la funzione di autocompletamento dei testi in Gmail, il sistema è in grado di supportare l’utente nella scrittura, anche in modo molto personalizzato. Ciò ha ridotto drasticamente il numero medio di caratteri battuti a tastiera (circa 2 miliardi in meno ogni settimana). La stessa tecnologia verrà portata in Google Docs, inizialmente in versione BETA, poi ufficialmente per aiutare gli user a completare i testi più rapidamente.

Correttore automatico intelligente

Un’altra funzione molto utile già introdotta da tempo in Gmail è il correttore intelligente automatico (al momento solo in inglese), che supporta l’utente ad evitare errori di scrittura e/o di sintassi. Le reti neurali verranno potenziate ed integrate anche in Google Docs grazie anche al contributo di Google Search che contribuirà ad ampliare continuamente il dizionario disponibile e offrire un supporto di correzione sempre più preciso.

Sottotitoli automatici in Meet e Presentazioni

Le “captions” messe a disposizione inizialmente per Google Presentazioni, sono già arrivate anche in Hangouts Meet. La funzione consente di trascrivere in tempo reale tutto ciò che il sistema ascolta durante le riunioni. Questo è pensato per diversi scopi: da una parte aumentare l’accessibilità per coloro che hanno difficoltà uditive, dall’altro favorire la comprensione con gli interlocutori di lingua inglese (unica lingua disponibile al momento).

Google Assistant per G Suite

Una delle più grandi novità annunciate per G Suite è l’integrazione con l’Assistente Google. A breve sarà ufficialmente possibile chiedere all’intelligenza artificiale di Google di compiere alcune azioni operative con le G Suite Apps. Questa è una svolta pensata per favorire il lavoro in mobilità e per raggiungere un livello di efficienza sempre maggiore!

 

In Google Calendar sarà possibile ad esempio chiedere all’Assistente Google qual è il prossimo meeting, cancellare, creare un evento oppure inviare una mail a tutti i partecipanti alla prossima riunione. L’Assistente potrà aiutarci anche ad entrare nelle video riunioni tramite Asus Hangouts Meet Hardware con un semplice “Hey Google, entra nella riunione”.

Avete idea di quanto e come il vostro lavoro migliorerebbe se aveste a disposizione queste nuove funzionalità? Ecco un video per rendere l’idea:

huware premier partner google cloud

Se vuoi conoscere di più su G Suite, scoprire come può contribuire a trasformare i processi di comunicazione e collaborazione in azienda, scrivici a info@huware.com

Le waves verso il cloud e la trasformazione

Siamo nell’epoca della trasformazione e molte aziende stanno investendo in innovazione e tecnologia per crescere, evolversi e assicurarsi una certa flessibilità ed efficienza per operare nei mercati di oggi e di domani.

I dati che IDC ha esposto durante il nostro ultimo evento “Learning to rescale business” parlano chiari:

Il 40% delle aziende dichiara di aver migrato l’intera organizzazione nel cloud.

Il 46% delle aziende è attivo attualmente su un progetto di migrazione.

  • *Sondaggio effettuato su un campione di 2800 aziende >250 dipendenti

La modernizzazione dell’infrastruttura IT è una priorità. Recentemente, infatti, sempre più aziende stanno facendo affidamento su player esperti di tecnologie e servizi cloud per poter concentrare i loro sforzi e le loro risorse su attività strettamente legate al core-business dell’attività. 

Predisporre un ambiente flessibile e scalabile porta nel tempo ad un valore aggiunto importante, ma la strada verso il cloud deve essere percorsa con prudenza. Google Cloud per prima invita le aziende a seguire una roadmap definita e studiata per garantire un passaggio controllato ed efficace (ad esempio, selezionare inizialmente alcuni workload su cui lavorare in modo da approcciare step-by-step il mondo cloud).

Generalmente, durante questo tipo di percorso le aziende non sono sole ma vengono affiancate e supportate dalle società partner Google Cloud, come Huware, che hanno forte esperienza in questo tipo di progetti, usano metodologie di innovazione e facilitano la relazione direttamente con il cloud provider, Google.

La trasformazione non è solo tecnologica

“Innovation through people” è il nostro pay-off e la nostra filosofia. La tecnologia è il fattore abilitante della trasformazione, le persone sono l’elemento differenziante. 

La nostra roadmap dell’innovazione comincia uno step prima che, in realtà, incide a 360° su tutto il percorso successivo: il cambiamento culturale. La trasformazione, per noi, è possibile in un ambiente in cui le persone comprendono a pieno le potenzialità della tecnologia e degli strumenti.

“Il progresso tecnologico guiderà una partita fondamentale per il futuro dell’uomo. Lo farà attraversando tutti i settori, dall’ambiente alla medicina, dalla tecnologia artificiale sino al cibo. Ma per farlo bene, ha bisogno dell’”umanesimo”.

Roberto Cingolani in http://bit.ly/2KAwWNQ

La creazione di un mindset innovativo è cruciale quindi per approcciare la trasformazione digitale.

La nostra metodologia di change management e adoption supporta le aziende nel compiere questo importante passaggio dal “fixed mindset” al “growth mindset” predisponendo tutta l’organizzazione nell’approcciarsi alla tecnologia disruptive nel migliore dei modi, senza rischio di esserne inconsapevolmente travolti.

Le persone che comprendono il potere degli strumenti, saranno in grado di accelerare ogni forma di interazione e azione, comprendere l’impatto della interconnessione e affrontare i cambiamenti con proattività portando un contributo concreto ed motivante a tutta l’azienda.

Vuoi conoscere di più sulla nostra metodologia? Contattaci a info@huware.com

Per approfondire invece alcuni dei temi toccati in questo articolo puoi scaricare gratuitamente questo ebook “Il futuro del cloud computing”

Big Data: la chiave per il vantaggio competitivo

Molte aziende tradizionali hanno intrapreso la strada per diventare data-driven company sfruttando le possibilità dei Big Data e ottenendo così un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza.

Negli ultimi anni abbiamo visto una crescita esponenziale dei progetti di analisi dei Big data e nei prossimi anni solo le aziende che sapranno estrarre valore dai propri dati riusciranno a sopravvivere.

Tutte le aziende, anche le più tradizionali, hanno un patrimonio enorme in termini di dati memorizzati che quasi mai vengono analizzati e spesso. Addirittura le società ne ignorano l’esistenza.

I Big Data possono essere utilizzati dalle aziende per conoscere i loro concorrenti.

Gli imprenditori possono identificare il margine di miglioramento, le diverse tendenze ed eventuali nicchie sottovalutate. Possono evitare errori dei concorrenti e fornire servizi e caratteristiche esatte che il pubblico di destinazione vuole, conquistando la fiducia e fidelizzando i propri clienti.

In particolare l’approccio serverless è completamente gestito di Google Cloud Platform. Permette di realizzare soluzioni di Big Data Analytics con investimenti minimi e massime prestazioni, in questo modo il focus dei progetti viene spostato sull’analisi e non sull’infrastruttura.

Alcuni strumenti come BigQuery, Dataflow e Cloud Pub/Sub su Google Cloud Platform consentono di analizzare questi enormi dati a una velocità incredibile.

Inoltre l’integrazione nativa con piattaforme di Machine Learning come Auto ML, permette di ricavare ulteriore valore dai dati a disposizione anche senza avere competenze specifiche in data science.

Diverse importanti aziende, tra le più visionarie sul mercato, hanno già intrapreso con il nostro supporto il loro percorso per diventare delle vere e proprie data-driven company.

Parliamo di aziende come Fontana Gruppo, realtà leader nel settore dei fasteners a livello globale e di Virgin Active che guida il settore fitness e wellness con 35 centri in tutta italia.

Se vuoi approfondire l’argomento con noi e capire come puoi cominciare anche tu nella tua azienda contattaci a info@huware.com

Autore: Fabrizio Clerici, Head of Cloud, Huware.

Huware: una squadra di persone con passione e sorriso

Squadra, passione e sorriso.
Sono proprio questi tre i principali elementi che descrivono meglio la realtà di Huware.

Una squadra giovane con già molta esperienza e competenza, con degli obiettivi chiari da raggiungere, delle ambizioni e dei sogni da realizzare.

Essere squadra significa conoscersi nel profondo, condividere una visione, avere organizzazione ma soprattutto sviluppare quel feeling che permette, giorno dopo giorno, di prendere decisioni veloci, trasformare gli errori in crescita personale e superare le aspettative del cliente.

Ritrovarsi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso, riuscire a lavorare insieme è un successo .

– Henry Ford

I nostri Huroes hanno trascorso insieme un’esperienza di due giorni ricca di attività, momenti di relax e occasioni di confronto. Abbiamo messo alla prova la nostra capacità di adattarci alle situazioni complesse, a superare le paure e ad uscirne vincitori. Questo grazie all’incitamento di compagni di squadra e anche alle due fantastiche guide che ci hanno accompagnato lungo tutto il percorso di orienteering.

Quanto è importante ritrovarsi ogni tanto con i propri compagni di viaggio?

Matteo Fenaroli, Co-Founder di Huware, risponde così: “La componente fondamentale della filosofia Huware è il fattore umano che a me piace definirlo Humanware. Tra i nostri valori ci sono la collaborazione, la solidarietà e l’inclusione; penso sia molto importante condividere momenti così per unire ancora di più la squadra e per dare modo alle persone di guardarsi negli occhi e capire come migliorare il lavoro di tutti i giorni”.

E voi cosa ne pensate? Condividete il vostro punto di vista con noi a info@huware.com

Huware: la terza dimensione dell’innovazione

Huware e Innovazione.
Un breve ma importante pensiero di Andrea Servili, Co-Founder di Huware, nonché uno degli imprenditori che per primi credettero nelle potenzialità del cloud in Italia.
L’inizio

La prima volta che andai nella sede di Google era il 2012.
Io e il mio team ci occupavamo dal 2007 di change management e tecnologia, in un periodo in cui il mondo del Cloud in Italia era ancora una Chimera, qualcosa tutto da scoprire.

Negli uffici di Google si respirava aria di innovazione e si percepiva la grande visione.
Gli strumenti di collaborazione e condivisione di “Google Apps” erano in fase di evoluzione e a stento si sentiva parlare di Big Data e Machine Learning.

Discorsi da extraterrestri.

Siamo stati tra i primi a scommettere su queste tecnologie, perché ci rendemmo conto di quanto l’innovazione stesse diventando un fattore critico di successo per accelerare il cambiamento nelle aziende e costruire un mindset differente.

Per evolvere le abitudini consolidate nel modo di lavorare, accrescere la collaborazione e prendere decisioni veloci.

La scelta

Da qui la scelta di investire e diventare un Partner di riferimento di Google for Enterprise (successivamente Google for Work e Google Cloud), e la scelta reciproca di Google di investire su di noi affidandoci progetti globali con un elevato impatto strategico.

Uno di questi, Gruppo Fontana che divenne una case pubblica di Google.

4500 dipendenti in 4 diverse region, in cui fummo coinvolti in un importante progetto di Change Management e Innovazione.

Poi altri clienti con storie affascinanti: iGuzzini, Virgin Active, MBE, Noberasco, Generali e tanti altri.

Dopo il boom della collaboration arrivò il Cloud, inteso come infrastruttura e piattaforma. Una nuova diga che è caduta, una nuova rivoluzione.

Da lì un’altra sfida, basata su un’intuizione: FNM Group affidò a noi il Cloud Journey completo. Oltre all’introduzione di G Suite, siamo stati i primi in Europa a migrare un sistema SAP (HANA e S/4HANA) sul Cloud di Google.

Al centro di questi progetti, per noi, oltre alla tecnologia, c’è sempre di più l’uomo con la sua creatività, il suo atteggiamento e le competenze soft.

Huware è la nostra nuova avventura che rilancia il mantra “l’innovazione è fatta dalle persone e non dalle macchine”, ponendo al centro dell’evoluzione digitale delle aziende l’equilibrio tra persone, processi e tecnologie.

Per noi l’elemento chiave, la risorsa insostituibile che rende il futuro un’innovazione funzionale e non una incognita, è lo HUMANWARE. Un connubio tra la componente umana e la componente digitale della tecnologia.

Porteremo questo concetto in tutti i nostri progetti, nelle testimonianze e nelle interviste che avrete modo di trovare e sfogliare nel nostro blog.