Collaborare con Google Workspace, te lo raccontano Sara e Gloria

collaborare google workspace

La collaborazione è la chiave di tutti i progetti di successo.

Ci viene spesso ricordato come “l’unione fa la forza!”, ma io, Sara, vorrei aggiungere anche che l’unione tra la tecnologia e le persone la fa ancor meglio. 

Perché se è vero che il lavoro in team può avvantaggiarci, è altrettanto vero che può portare rallentamenti e incomprensioni se non vengono adottati gli strumenti giusti.

La tecnologia può aiutarci a superare tantissimi ostacoli e creare nuovi flussi di lavoro più veloci ed efficaci. Ce ne siamo accorti soprattutto in quest’anno, dovendo lavorare a distanza, ognuno in posti diversi.

In questo articolo, insieme alla mia collega Gloria, ti racconteremo come puoi sfruttare Documenti, Presentazioni, Fogli e Jamboard di Google Workspace per migliorare la collaborazione. 

Parliamo di Documenti e Presentazioni.

Entrambi gli strumenti, così come anche Fogli, ti danno la possibilità di collaborare in modo simultaneo, con più persone, sullo stesso file.

E non solo.

Cronologia delle versioni 

Credo che l’incubo più grande quando si lavora in tanti su un file sia quello di perdere una parte del documento. Le frasi che mi ronzavano in testa le prime volte che ho utilizzato Google Workspace erano: “e se qualcuno per sbaglio cancella una parte del mio lavoro?  Se sovrascrivono qualcosa per errore? Come faccio a ricordare le cose corrette che ho scritto? Perderò tutto, quasi quasi faccio una copia!” 

Adesso quando collaboro su un documento mi sento tranquilla e sicura grazie alla Cronologia delle versioni. In cloud viene tutto tracciato e salvato in tempo reale. Con pochi click posso tornare indietro e ripristinare una versione precedente del file. 

Commenti e assegnazione task 

Quante volte vi è capitato di ricevere o inviare email ad un collega per chiedere una mano su una parte di un documento o per chiedere una revisione? E quante volte il vostro destinatario non ha capito ciò che chiedevate? Grazie al meccanismo di commento e assegnazione task queste incomprensioni non si ripeteranno più. 

Quando collaboriamo in tempo reale con uno o più colleghi su un documento, possiamo lasciare dei commenti scritti evidenziando la parola o la parte precisa del testo in cui chiediamo al collega di intervenire. In questo modo riusciamo a darci dei messaggi precisi sulle attività da svolgere. I commenti possono essere generici o indirizzati ad un utente in particolare.

Passiamo a Fogli.

Fogli, a livello di collaborazione ha molte caratteristiche simili a Documenti e Presentazioni, ma ti svelo qualche altro trucco.

In Google Fogli la funzionalità “Mostra cronologia delle modifiche” puoi trovarla posizionandoti su una cella e cliccando il tasto destro del tuo mouse. Attraverso questa funzione potrai visualizzare tutto lo storico delle modifiche apportate in una singola cella, potrai vedere chi  ha inserito o cambiato un valore e quando l’ha fatto. Nessuno potrà mai più dire: “Non sono stato io!”

Fogli e intervalli protetti

Come ti dicevo, possiamo collaborare su fogli con più persone contemporaneamente. Tutti gli editor che vengono nominati possono modificare, cancellare o inserire nuovi valori. Però, se nel tuo file esistono dati ufficiali che non devono essere modificati, puoi proteggere un intero foglio di lavoro o singoli range di dati con la funzione “Fogli e intervalli protetti”. Potrai impostare le autorizzazioni e decidere chi potrà modificare gli intervalli oltre al proprietario del file.

Jamboard - WikipediaAvete mai usato Jamboard?

Io Gloria, come UX Designer, uso Jamboard in sessioni di workshop ispirazionali, brainstorming o di Design Thinking. 

Jamboard di Google Workspace mi permette di collaborare velocemente con tutte le tipologie di clienti, dai i più inclini alle nuove applicazioni, a chi ancora si sta affacciando in questo mondo.

Per me utilizzare Jamboard, soprattutto in questo periodo, ha significato non interrompere l’attività di ricerca, co-design e creatività sui progetti con i clienti!

Personalizzare i template, creare forme, scrivere e condividere il tutto simultaneamente sono la grande forza di questo applicativo che ha anche la Jamboard fisica una vera e propria lavagna interattiva da utilizzare in meeting o lezioni.

Da non dimenticare che ora si può aprire una Jamboard direttamente da Google Meet!

Per quanto riguarda il “collaborare” abbiamo concluso, ma Maddalena ti aspetta per parlare di condivisione.

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Comunicare con Google Workspace, te lo racconta Silvia

google workspace

Comunicare al giorno d’oggi sembra diventato sempre più difficile.

La maggior parte di noi non lavora più in ufficio fisico, ma è sparso in giro per l’Italia.

Comunicare, in modo ottimale, è diventato essenziale.

Noi di Huware lo sappiamo bene. Io, Silvia, ancora di più, che lavoro da remoto da quando son entrata in azienda, agli inizi di giugno.

Oggi ti voglio raccontare come puoi sfruttare Gmail, Chat e Meet di Google Workspace per migliorare la comunicazione. 

gmail google workspacePartiamo da Gmail.

Gmail è il servizio mail di Google Workspace che ti consente di inviare e leggere email, organizzare la posta in arrivo e mantenere le relazioni grazie all’uso integrato con Chat e Meet.

Ecco alcune cose molto utili che ho sperimentato in questi mesi con Gmail:

  • Gestione casella di posta grazie alle etichette : funzionano come una sorta di tag dell’email e consentono una gestione più flessibile ed efficace. Io ad esempio li uso per suddividere le conversazioni con i diversi clienti.
  • Posticipa l’email per rispondere in un secondo momento: spesso mi è capitato di essere troppo impegnata per leggere le email importanti. Con Gmail posticipo le mail, che si rimuovono temporaneamente dalla posta in arrivo e imposto l’orario in cui farmele vedere di nuovo.
  • Funzione integrata con Tasks: un’altra integrazione molto comoda è quella con Task. Puoi infatti segnare una mail come attività da svolgere.
  • Annulla facilmente i messaggi inviati: a tutti è capitato almeno una volta di fare un errore di battitura o essersi dimenticati qualcosa dentro una mail. A me capitava di perdere qualche persona in cc i primi mesi. Meno male che con Gmail si può annullare un messaggio appena inviato fino a 30 secondi dopo.

Questi sono alcuni consigli per Gmail, che questi mesi è diventato l’hub della comunicazione, non per nulla troviamo integrato Chat e Meet.

google meet google workspacePassiamo a Meet.

Google Meet è un sistema di videochiamate semplice da usare, ma al contempo dotato di caratteristiche avanzate che lo rendono ideale per qualsiasi azienda.

Di certo è lo strumento che migliora nettamente la comunicazione in questo periodo. Meglio chiacchierare in video o chat, piuttosto che via email.

Ad esempio, se uno scambio di mail diventa troppo lungo o confuso, è più facile parlare di persona. Basta cliccare direttamente sull’icona di Meet in Chat per avviare una riunione video.

Meet inoltre si è evoluto tantissimo negli ultimi mesi per permetterci di lavorare ancor meglio in smart working. Per esempio è ora integrato con Jamboard (il brainstorming con i colleghi non è mai stato così semplice) e tra poco arriverà la funzione picture-in-picture.

chat google workspaceMa non dimentichiamoci Chat.

Questo strumento, insieme agli altri, è diventato parte del mio quotidiano.

Google Chat mi ha aiutato nello stringere un rapporto con i miei colleghi e ha semplificato nettamente la comunicazione, in modo organizzato e fluido.

Sia per chiedere come sta andando la giornata che per iniziare un brainstorming, basta aprire quello che spesso noi Huroes chiamamo “chattino“.

Per parlare con più persone inoltre, basta creare una stanza.

Nelle stanze virtuali le conversazioni sono organizzate in diversi thread, in questo modo riesco a discutere con i miei colleghi di più argomenti contemporaneamente.

Per quanto riguarda il “comunicare” ho concluso, ma Sara e Gloria ti aspettano per parlare di collaborazione.

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G Suite diventa Google Workspace: rebranding e innovazione

In data 6 ottobre, G Suite ha cambiato nome in Google Workspace

Non è la prima e sicuramente non sarà l’ultima innovazione in casa Google.

 

Google ha una comprovata esperienza di innovazione.

Google Workspace: un nome, una vision

Questo cambiamento però porta con sé non solo un nome, nuove icone e tante nuove funzionalità. È un cambiamento che vuole sottolineare l’impegno di Google nell’aiutare ogni singola persona, ogni singola azienda.

“Da più di un decennio costruiamo prodotti per aiutare le persone a trasformare il modo in cui lavorano. Ora, il lavoro stesso si sta trasformando in modi senza precedenti (…) Per molti di noi  le interazioni che prima si svolgevano di persona vengono rapidamente digitalizzate. (…) In mezzo a questa trasformazione, il tempo è più frammentato – diviso tra lavoro e responsabilità personali – e le connessioni umane sono più difficili che mai da stabilire e mantenere. Queste sono sfide uniche, ma rappresentano anche una significativa opportunità per aiutare le persone ad avere successo in questo mondo sempre più digitalizzato. Con la giusta soluzione in atto, le persone sono in grado di collaborare più facilmente, dedicare tempo a ciò che conta di più e promuovere le connessioni umane, indipendentemente da dove si trovino.

Questa soluzione è Google Workspace.”

  • Javier Soltero, Vice Presidente e General Manager di Google Workspace

Ti presentiamo il tuo nuovo spazio (space) di lavoro (work) firmato Google.

Nuova Brand Identity

Uno dei primi cambiamenti, che si notano a vista d’occhio, sono le icone.

Ma perché Google ha rinnovato le sue icone?

Con le nuove funzionalità, tutte le app che conosciamo da tempo — Gmail, Drive, Doc, Meet, ecc. — saranno sempre più integrate. E quindi perché dividere o identificare con colori diversi, ciò che fa parte della stessa famiglia?

“Il nostro nuovo marchio Google Workspace riflette questa esperienza più connessa, utile e flessibile e le nostre icone rifletteranno lo stesso.”

Rappresentano l’impegno di Google a creare esperienze di comunicazione e collaborazione integrate per tutti. Riflettendo quindi, anche in veste grafica, una nuova user experience e un nuovo modo di lavorare, sempre sotto il segno dell’innovazione.

Cambia il modo di lavorare: alcune delle nuove funzionalità

 

Gmail

Nei mesi passati abbiamo visto come Chat e Meet fossero stati integrati in Gmail.

Nelle prossime settimane, Google Workspace consentirà agli utenti di creare un documento e collaborare in modo dinamico all’interno di una stanza in Chat, senza dover cambiare scheda o strumento.

 

Documenti, Fogli e Presentazioni

  • Anteprime dei link: una nuova scheda comparirà in sovraimpressione per ogni link dinamico, visualizzando informazioni sul contenuto, i titoli e le descrizioni dei link pubblici, insieme a una miniatura visiva.
  • Smart chips: quando si menziona qualcuno in un documento, un innovativo popup mostrerà i dettagli fornendo agli utenti informazioni di contesto e suggerendo azioni, come ad esempio la condivisione del documento. 

Sono disponibili dal 6 ottobre, ma verranno integrate mano a mano nelle diverse organizzazioni.

 

Meet

Mentre nei mesi passati sono stati introdotte novità come la riduzione del rumore e la sfocatura dello sfondo, ora con Google Workspace finalmente ci sarà il Meet picture-in-picture. Una finestra di Meet apparirà in sovraimpressione anche quando cambierai schermata, in modo tale da poter vedere sempre con chi stai lavorando.

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Novità sulla sicurezza e privacy

Le novità in questo ambito includono nuove funzionalità di sicurezza progettate per facilitare la comunicazione sicura e dare agli amministratori maggiore visibilità e controllo per le loro organizzazioni.

Innanzitutto, Google ha lavorato per offrire una maggiore sicurezza ai meeting e alle call. Nuove funzioni di sicurezza sono state progettate per combattere gli abusi, tra cui la nuova classificazione, i logging degli audit e le capacità di rilevamento di Meet, disponibili nelle prossime settimane.

Inoltre Google Cloud sta aggiungendo nuove funzioni di sicurezza a Chat per aiutare gli amministratori a rimanere informati e a gestire ciò che accade nelle loro organizzazioni, nonché a identificare comportamenti potenzialmente dannosi in Chat, come ad esempio phishing o esfiltrazione di dati.

Google Workspace aiuta poi a proteggere i dati della propria organizzazione.

Sta aumentando la visibilità degli amministratori in materia di sicurezza dei dati, per aiutarli a prendere le migliori decisioni in materia di protezione.

Per le novità complete in merito rimandiamo a questo articolo sul blog di Google Cloud.

Noi vi aspettiamo nel cloud.

 

“Siamo entusiasti e orgogliosi di confermare che la nostra Partnership privilegiata con Google continua a rispecchiare la visione comune sull’innovazione, e siamo pronti per aiutare un maggior numero di persone possibili nel trovare il modo più naturale ed efficace per affrontare questa nuova sfida del lavoro “ibrido”.”

Worklife integration: smart working post-lockdown

Quello che stiamo vivendo oggi, il comunicare a distanza, non allontana le persone.

In questo periodo di smart working siamo entrati nelle case o uffici delle persone, cosa che fino a poco tempo fa era impensabile.

Noi di Huware, seguendo il nostro DNA, abbiamo dovuto lavorare sul nostro credo: fiducia nei nostri collaboratori, dalle attività agli obiettivi. E tutto ciò lo abbiamo travasato sul mindset dei nostri clienti.

In questi mesi di lavoro a distanza abbiamo esplorato tutto quello che poteva esserci, compreso il south e center working, ancora oggi abbiamo delle colleghe che lavorano dalla Calabria, dall’Umbria o dal Lazio.

Abbiamo cambiato modalità di consulenza e formazione. Dal passare ad essere fisicamente dal cliente a un’attività online, formando più di 1500 persone e al tempo stesso educandole su come comportarsi durante la formazione (telecamera accesa, microfoni spenti, ecc.)

In pieno lockdown siamo anche entrati nelle scuole, nelle università e con realtà a sfondo sociale, attraverso la formazione e la tecnologia. 

Notando io stesso, con i miei due figli, le difficoltà della scuola ad adattarsi in tempi rapidi a questo evento inaspettato.

Sempre in smart working abbiamo assunto nuove persone colloquiate, esclusivamente tramite intervista via Meet. In passato non ci avrei mai creduto. 

Il 18 settembre per la prima volta li abbiamo conosciuti dal vivo ed è stato molto bello vedere come quella spigliata  più timida o come uno dei nuovi ragazzi è altissimo!

Abbiamo sperimentato, tra noi e con i clienti, nuove abitudini. Per mantenere una relazione con i colleghi siamo passati dallo yoga post-lavoro, al caffè della mattina, fino al town hall settimanale per i gruppi di lavoro misti.

Continueremo con questa esperienza: stiamo lavorando per continuare su questa prospettiva, concentrandoci sull’ottimizzazione dei processi e delle tecnologie.

Non parliamo più di orari, ma di responsabilizzazione delle prime linee.

Lo smart working fino a poco tempo fa era confuso con l’avere degli uffici stupendi, questo per far stare più tempo in ufficio le persone, affinché l’imprenditore si fidasse.

In realtà le persone a casa sono più produttive e portano a termine gli obiettivi, il tutto ciò favorendo la socialità.

Torneremo in ufficio?

Noi sul nuovo ufficio ci stiamo riflettendo, abbiamo strappato un progetto e ne stiamo pensando un altro. Per noi non sarà più un luogo dove si viene per lavorare, ma un luogo per svolgere delle attività che a casa sono difficili da svolgere.

Oggi le persone sono più consapevoli delle libertà che hanno e agevolare i fornitori, evitando di fargli fare i km, sono alcuni “Win Win”.

La vita famigliare e lavorativa sono sempre più liquide.

Non è importante obbligare le persone a venire a Milano, per raggiungere un obiettivo. Più importante è avere la tecnologia.

Perché sono nati gli uffici? Non per lavorare insieme, ma per controllare le persone. Quell’epoca è oramai terminata.

 

Intervento del webinar sullo smartworking organizzato da Randstad, dallo speech di Matteo Fenaroli, founder & partner Huware.

I Millennials e l’integrazione nelle nostre organizzazioni: riflessione di Andrea Servili

Millennials, croce e delizia. Come si stanno realmente integrando nelle nostre organizzazioni?

Il covid, lo smart working e la “nuova normalità”, che si verrà a consolidare, potranno essere un ulteriore stimolo per pianificare il nuovo modo di lavorare proprio partendo dalle loro esigenze e dal loro intuito?

Mi permetto di consigliarvi questo articolo, che reputo interessante, poiché riesce a sintetizzare i temi più rilevanti sui quali ci troviamo a riflettere spesso.

I millennials sono una risorsa enorme, ma non è semplice capire qual è il percorso migliore per attrarli, tenerli e farli crescere.

Ecco secondo me tre dei punti centrali dell’articolo e le riflessioni che vorrei condividere:
1. Punto focale su cui basare tutti gli altri ragionamenti: i millenials considerano il lavoro un “elemento centrale della propria vita”. 

Per lo meno quelli di talento, seri e volenterosi (e ce ne sono molti).

Capiscono che ci sono obiettivi aziendali, numeri ed economics, e che questi sono base fondante di qualsiasi azienda. È però la “Reason Why”, il valore ultimo, che l’organizzazione deve trasferire. Per loro questo è infatti un elemento centrale.

Per come viviamo Huware e cerchiamo di farla crescere, questo secondo me può essere accolto come un enorme stimolo e non una minaccia.

Siamo quotidianamente guidata da budget, vendite e obiettivi di breve, il che è sano e corretto (la pressione commerciale è una fonte di crescita indiscutibile), ma la salute dell’azienda nel lungo periodo si deve basare su una visione più ampia.

So che sto dicendo cose che possono sembrare banali, ma l’ossessione per il valore che generiamo e trasferiamo deve guidare per quanto possibile le scelte anche nel quotidiano, anche quelle difficili.

E i millennials ci possono sfidare e stimolare in questo.

Come poter alimentare questo “challenge” virtuoso?

Alcuni esempi semplici di quello che proviamo a fare in Huware:
  • Alimentiamo i valori di trasparenza e inclusione. Se un’informazione è riservata, va esplicitato (compresi management meeting). In alternativa, quell’informazione internamente può essere condivisa con tutti e a tutti i livelli;
  • Condividiamo la “selling proposition” con tutta la struttura formalmente 4 volte all’anno. Cosa stiamo proponendo al mercato, dove ci vogliamo differenziare, cosa è cambiato rispetto a 3 mesi fa, cosa dicono i clienti, quali sono i pillar e i numeri. Non è solo una “comunicazione”, ma l’obiettivo è quello di condividere e ricevere feedback costanti. Questo però è solo un pezzo dell’equazione, dobbiamo attivare canali per ascoltare il loro contributo e la loro “voce” ogni giorno:
  • Allochiamo una parte del tempo di tutti i giovani su almeno un progetto interno. Cerchiamo di rendere i progetti di sviluppo interno innovativi, interfunzionali, utili e formativi. Nel nostro caso, per prima cosa ad ogni progetto viene assegnato il nome di una canzone che meglio ne rappresenta l’obiettivo. Il titolo della canzone deve subito far capire quel’è il fine ultimo del progetto. Non lo troviamo? Impossibile, il progetto non è sufficientemente chiaro.
2. I millennials vanno stimolati con costanza.

Quello che notiamo è che sono disposti a tollerare organizzazioni meno strutturate (si adattano benissimo all’ottica agile), ma sono figli del loro tempo: vogliono imparare, velocemente, fare cose diverse, sentire che stanno crescendo.

E in questo percorso di crescita hanno un ottimo grado di autonomia, ma si aspettano feedback frequenti e costanti.

Sappiamo che non è sempre facile accontentare questa esigenza, anche perché sembra cozzare con il concetto di redditività che ci si aspetta da un profilo Junior (soprattutto in consulenza).

È giusto prodigarsi per non farli annoiare? Oppure sarebbe meglio, anche e soprattutto per loro, abituarli ai vecchi concetti di gavetta e lavori routinari che fanno crescere?

Noi proviamo a stimolarli e contestualmente ad integrarli con le logiche aziendali con questi accorgimenti organizzativi:

  • responsabilizzazione: dove possibile massima autonomia ai giovani, senza la paura di sbagliare: FAIL FAST.
  • organizzazione matriciale: i giovani lavorano su più progetti, che hanno caratteristiche e metodologie differenti; in ogni progetto non si prescinde però da professionalità ed eccellenza;
  • formazione: il loro percorso di formazione è costantemente affiancato al lavoro sui progetti (ci sono centinaia di fonti di formazione e informazione ottimi e a basso impatto $). Il percorso viene deciso insieme, e spesso i corsi e le fonti di formazione sono proposte proprio da loro.
3. I millennials non cercano un capo, ma una guida. 

Questa è la sfida più grande, che si deve allineare al vostro stile di leadership.

Quello che proviamo e che vorremmo fare, è un Mentoring a due vie: prendersi la responsabilità di diventare e essere un mentor per i giovani, ma avere anche la sensibilità, l’apertura mentale e la voglia di mettersi in gioco e usare gli stimoli dei millennials per imparare, crescere e migliorare noi stessi e di riflesso la nostra azienda.

I pranzi, i One-to-one (anche informali) e le semplici chiacchierate, possono essere utili in questo senso.

 

Riflessione di Andrea Servili, founder & partner Huware.

HU HUG – Un abbraccio lungo sei mesi

Spesso sottovalutiamo il peso o l’importanza di un abbraccio. 

In questi mesi noi, come tanti, abbiamo appreso a lavorare full time online, a festeggiare traguardi e accettare nuove sfide. Abbiamo lavorato in sintonia a km di distanza, dentro tante finestre di Google Meet. Abbiamo conosciuto, virtualmente, nuovi colleghi, ci siamo messi alla prova, ma qualcosa mancava: un semplice abbraccio

Ci mancava quel calore umano, quegli sguardi complici o quei sorrisi che da sempre ci caratterizzano. 

Si tutto questo ci mancava immensamente come la battute di Alessandro o gli schemi sulla lavagna di Matteo! 

Per questa e altre mille ragioni, venerdì scorso – dopo aver svolto tutti il test ed essere risultati negativi – ci siamo ritrovati nella magnifica Cascina Erbatici a Pavia, un luogo magico che ci ha accolti e ha ispirati per piccoli e grandi progetti futuri.

Tenetevi pronti, abbiamo fatto il pieno di energia e nei prossimi mesi ne vedrete delle belle in casa Huware! 

Quarta edizione del Management Bootcamp con Mister Allegri

Come da tradizione anche quest’anno si è svolto il Mister Allegri Management Bootcamp by Huware, arrivato alla sua quarta edizione.

Visto il periodo, quest’anno l’atteso appuntamento di inizio estate insieme a Massimiliano Allegri, si è tenuto su Google Meet e ha visto ospiti più di 15 imprenditori e manager.

Si è dato vita ad un bellissimo confronto, il tutto reso avvincente anche dall’entusiasmo di Francesco Repice nel ruolo di stimolatore.

Durante la mattinata Mister Allegri — collegato dalla sua Livorno — ha toccato diversi aspetti della gestione aziendale,  raccontando le sue esperienze accumulate negli anni da calciatore e Mister.

Il tema più profondo sicuramente l’importanza da parte dei leader di prendere decisioni veloci e incisive.

Bisogna evitare di perdere tempo a ragionare su cosa non andrebbe fatto.”

Ha detto Allegri, aggiungendo che è fondamentale agire subito, tracciando una nuova strada per la propria organizzazione anche quando si tratta di gestire l’imprevisto.

“è difficile, ma si può allenare.”

Sono state due ore di spunti, ispirazioni e prospettive per i tanti imprenditori e manager presenti, che si sono fatti guidare e ispirare dal Mister e dalla voce straordinaria di Francesco Repice.

Se sei interessato a partecipare al prossimo management bootcamp, contattaci a info@huware.com

Everis e Huware: consulenza gratuita per lo smart working a 100 PMI italiane

Siamo felici di comunicarvi un bellissimo progetto di Everis Italia nato in partnership con Huware, dedicato alle piccole e medie imprese.

Alle prime 100 PMI italiane che vorranno aderire al progetto Digital Workplace di Everis e Huware, verrà messo a disposizione un servizio gratuito di consulenza e supporto.

Come risultato, questo servizio potrà essere utile per gestire l’impostazione dello smart working nella propria azienda.

Proprio come Everis cita nel suo ultimo articolo, le attività proposte sono in particolare le seguenti:

  • Preparazione: condivisione delle best practice per l’adozione dello smart working.
  • Adozione tecnologica: accesso a strumenti di collaborazione basati su G Suite di Google Cloud, nelle modalità offerte da Google in risposta all’emergenza Covid-19.
  • Smart working e guidelines: supporto alla definizione di linee guida interne per l’adozione e la promozione di uno smart-working efficace.
  • Iniziative di comunicazione interna: proposta di iniziative di comunicazione interna, volte ad accompagnare l’organizzazione verso il cambiamento.

Clicca qui per inviare gratuitamente la tua candidatura e far partecipare la tua azienda al progetto Digital Workplace.

Huware per le scuole

Crediamo che la scuola sia la base per il futuro del nostro paese, oggi più che mai. Dopo il cambio inaspettato e improvviso della didattica in queste settimane le scuole e le università si sono attivate per trasformare l’intero programma in digitale. Google, da sempre attenta al tema dell’educazione attraverso il servizio gratuito Google for Education è ora presente in centinaia di scuole in tutto il mondo, supportando in prima linea il cambiamento formativo e educativo delle nuove generazioni.

Come Huware, fin dalle prime settimane di emergenza abbiamo risposto alle esigenze delle scuole che già stavano utilizzando i servizi di G Suite. Offrendo formazione e consulenza personalizzate sulle esigenze delle scuole, sia agli amministratori della piattaforma che agli insegnanti.

Grazie alle scuole che ci hanno scelto per affiancarle in questa fase di cambiamento.

Huware è Premier Partner Google Cloud: intervista ad Andrea Servili

Huware è Premier Partner Google Cloud.

Impegno, passione, costanza ed entusiasmo sono stati questi gli elementi che ci hanno contraddistinto e permesso di raggiungere questo importante traguardo, di cui siamo molto orgogliosi.

Per conoscere cosa cambierà e quali saranno le principali novità per noi e i nostri clienti, abbiamo intervistato Andrea Servili, Partner e co-fondatore di Huware.

Andrea, cosa vuol dire essere Premier Partner di Google Cloud?

“Vuol dire tornare ad essere, anche come Huware, tra i principali Partner di Google Cloud al mondo. Significa consolidare, formalmente e ufficialmente, la nostra relazione e Partnership Strategica con l’ecosistema Google, per continuare insieme a dare valore a un maggior numero di aziende e su progetti sempre più sfidanti.

Tutto questo inoltre, ci permetterà di confermare il focus interno e gli investimenti, dopo aver raggiunto un risultato enorme in brevissimo tempo con un team fantastico.”

Cosa contraddistingue i Premier Partner di Google?

“Google Cloud ha una relazione particolare con i partner, dal nostro punto di vista “unica” rispetto all’approccio di altri vendor.

Premier significa avere il massimo livello di competenze, certificazioni, capacità di sviluppo del business e di supporto ai clienti.

Vuol dire inoltre avere un confronto aperto costante con Google, nell’ottica di costruire e valorizzare un approccio distintivo ma condiviso.

Tutto questo, in sintesi, significa garantire al cliente e al mercato, sui progetti di tutte le dimensioni, un approccio progettuale “certificato” e in costante evoluzione.”

Cosa cambierà per Huware?

“Nulla rispetto al nostro rapporto con i clienti e con i colleghi di Google. La certificazione ci consente però di avere accesso a investimenti ancora più importanti di Google su di noi, che ci aiuteranno a sviluppare insieme il nostro approccio distintivo basato sulle persone.’

Prossimi obiettivi?

“Relativamente alla partnership vogliamo a breve ottenere altre due “Specializzazioni”, oltre a quella di “Work Transformation” . Questa certifica una delle nostre competenze storiche distintive focalizzata sul mondo dello Smart Working e della Collaboration.

In particolare a breve avremo la specializzazione sul “Data Management”, unit sulla quale stiamo investendo molto e ottenendo tante soddisfazioni, anche grazie alle tecnologie Google che in questo frangente sono veramente fantastiche.”

Grazie ad Andrea per questa bellissima testimonianza che contribuirà, ancora di più, a stimolare il team Huware nel raggiungere altri traguardi e a dare sempre il massimo per le aziende che lavorano insieme a noi.