Come utilizzare la Gen AI per migliorare la produttività in azienda

L’Intelligenza Artificiale Generativa (Gen AI), ossia la forma di forma di intelligenza artificiale capace di generare testi, immagini, video e codice, è a tutti gli effetti una delle forze economiche più trasformative del nostro tempo, con proiezioni che stimano un impatto potenziale fino a 7,9 trilioni di dollari annui sull’economia globale.

Questa tecnologia non rappresenta un’evoluzione incrementale, ma un cambio di paradigma che promette di ridefinire la produttività, l’innovazione e la competitività aziendale.

Il divario di adozione

Tuttavia, emerge un quadro complesso e disomogeneo. A fronte di un’opportunità senza precedenti, si delinea un significativo divario di adozione e impatto, particolarmente accentuato in Europa e, in modo ancora più marcato, in Italia.

Le aziende italiane, pur mostrando un elevato interesse tattico per strumenti pronti all’uso, accusano un ritardo strutturale nell’implementazione di progetti strategici e integrati, un paradosso che rischia di ampliare il divario competitivo, specialmente per le Piccole e Medie Imprese (PMI).

Qual è il potenziale della Gen AI per le aziende in Italia e in Europa?

L’Intelligenza Artificiale Generativa sta catalizzando una trasformazione economica di portata storica, che ormai ha superato la fase embrionale. Secondo il Gartner Hype Cycle, la Gen AI ha lasciato la fase di “Innovation Trigger” per raggiungere il “Peak of Inflated Expectations”.

Questa posizione indica che, dopo un’ondata di entusiasmo e sperimentazione diffusa, è ora giunto il momento critico in cui le aziende devono dimostrare un valore di business tangibile e un ritorno sull’investimento misurabile.

Per l’Europa, la Gen AI rappresenta un’opportunità cruciale per affrontare una delle sue sfide economiche più radicate: la stagnazione della produttività. Una ricerca del McKinsey Global Institute stima che la Gen AI potrebbe incrementare il tasso di crescita annuale della produttività europea fino al 3% entro il 2030. Tuttavia, i dati rivelano un preoccupante “divario di adozione”, esacerbato da una disparità ancora più profonda negli investimenti.

Questa discrepanza trova riscontro anche nel mercato italiano, dove l’Intelligenza Artificiale sta vivendo una fase di crescita esplosiva, fortemente trainata dalle sperimentazioni nel campo della Gen AI, che da sole rappresentano una quota significativa degli investimenti, ma dove solo una piccola percentuale di aziende vede un significativo ritorno sull’investimento.

Perché le aziende dovrebbero investire nell’adoption della Gen AI

Se da un lato l’Italia è in ritardo sui progetti strategici, dall’altro le sue grandi aziende sono leader in Europa nell’utilizzo di strumenti di Gen AI pronti all’uso come Gemini e ChatGPT, con un tasso di adozione del 53% che supera quello di Francia, Germania e Regno Unito.

Questo schema suggerisce però una forte tendenza all’adozione “dal basso” (bottom-up), spesso organica e non governata, da parte dei singoli dipendenti, piuttosto che un’implementazione strategica “dall’alto” (top-down) guidata dalla leadership aziendale.

I vantaggi e i rischi di un’adozione bottom-up

Una dinamica che, sebbene indichi un forte interesse, nasconde rischi significativi di shadow AI, legati alla sicurezza dei dati, alla privacy e alla proprietà intellettuale. Inoltre, indica che molte aziende si stanno limitando a scalfire la superficie del potenziale di produttività, concentrandosi su ottimizzazioni di singole attività anziché sulla trasformazione di processi di business fondamentali.

Mentre le grandi aziende iniziano a sfruttare l’AI per incrementare efficienza e capacità innovativa, le PMI faticano ad avviare progetti, spesso frenate da ostacoli fondamentali come una scarsa maturità nella gestione dei dati.

Questo rappresenta un rischio sistemico per la competitività organizzativa, poiché la tecnologia potrebbe così ampliare la forbice competitiva in Italia piuttosto che democratizzare l’accesso a capacità avanzate.

Quali sono le applicazioni concrete della Gen AI per la produttività aziendale?

L’impatto più immediato e tangibile della Gen AI sulla produttività aziendale risiede nella sua capacità di automatizzare attività ripetitive e a basso valore aggiunto.

Questi compiti rappresentano il primo passo fondamentale per liberare risorse preziose. Esempi comuni includono la gestione e smistamento delle email, l’inserimento di dati, la programmazione di riunioni e la generazione di report standardizzati.

È cruciale distinguere tra diversi livelli di automazione.

  • L’automazione di base si occupa di compiti semplici e isolati.
  • L’automazione dei processi (spesso associata alla Robotic Process Automation o RPA) gestisce flussi di lavoro multi-step più complessi.

La Gen AI eleva questo concetto all’automazione intelligente, che combina la capacità di eseguire compiti con funzionalità di comprensione e decisione basate sull’intelligenza artificiale.

L’obiettivo strategico, quindi, non è unicamente il risparmio di tempo, ma un miglioramento qualitativo che include la drastica riduzione degli errori umani, la garanzia di maggiore coerenza e accuratezza dei dati e, soprattutto, la liberazione del capitale umano per dedicarlo ad attività ad alto valore che richiedono pensiero critico, creatività e interazione strategica.

Esiste una chiara traiettoria di maturità nell’adozione dell’automazione basata sull’AI:

  1. Le aziende tipicamente iniziano con l’automazione di singole attività (task automation);
  2. progrediscono verso l’automazione di processi end-to-end (process automation);
  3. infine, possono raggiungere una vera trasformazione del modello di business (business model transformation).

Un errore strategico comune è rimanere fermi al primo stadio. Le aziende italiane che, come evidenziato nella sezione precedente, si limitano all’uso di strumenti pronti all’uso, rischiano di rimanere bloccate al livello della “task automation”. La vera sfida, e dove si concentra il ROI più significativo, è pensare in termini di reingegnerizzazione di interi processi aziendali.

Come ottimizzare le funzioni aziendali con la Gen AI

La Gen AI non si limita ad automatizzare l’esistente, ma offre la possibilità di reinventare il modo in cui operano le principali funzioni aziendali.

1. Marketing e vendite

In questo ambito, la Gen AI sta rivoluzionando la creazione di contenuti e l’engagement con i clienti. È possibile generare su larga scala testi per campagne di marketing, articoli per blog, post per i social media e messaggi pubblicitari personalizzati.

Le proiezioni indicano che entro il 2025, il 30% dei messaggi di marketing outbound delle grandi organizzazioni sarà generato sinteticamente, un balzo enorme rispetto a meno del 2% nel 2022.

Per le forze di vendita, la tecnologia permette di generare proposte commerciali personalizzate, segmentare i lead in modo più efficace e utilizzare chatbot intelligenti per la gestione delle prime fasi di contatto con il cliente.

2. Risorse umane (HR)

Il dipartimento HR può trarre enormi benefici dall’automazione intelligente. Nel recruiting, la Gen AI può assistere nella stesura di descrizioni di lavoro, nello screening preliminare dei candidati e nello sviluppo di materiali di formazione e onboarding personalizzati.

Per il supporto ai dipendenti, l’implementazione di chatbot HR interni permette di fornire risposte immediate a domande su policy aziendali, gestire richieste di ferie e permessi e offrire un accesso istantaneo alla base di conoscenza dell’organizzazione, migliorando l’efficienza e la soddisfazione del personale.

3. Ricerca e sviluppo (R&D) e sviluppo prodotto

Qui, la Gen AI agisce come un potente acceleratore d’innovazione. Può essere impiegata per sessioni di brainstorming su nuovi concetti di prodotto, per generare prototipi di design e persino per accelerare la scoperta scientifica in campi complessi come la farmaceutica e la scienza dei materiali.

4. Operations e servizio clienti

Nel customer service, la Gen AI permette di redigere risposte email personalizzate, riassumere le problematiche dei clienti per gli operatori e alimentare chatbot evoluti in grado di gestire richieste complesse, migliorando i tempi di risposta e la qualità del servizio.

A livello operativo, la capacità della Gen AI di analizzare enormi quantità di contenuti non strutturati (come report, log di sistema, feedback dei clienti) permette di identificare inefficienze e colli di bottiglia nei processi, suggerendo miglioramenti mirati.

Questa capacità di lavorare con dati non strutturati rappresenta un cambiamento fondamentale. Per anni, le aziende si sono concentrate sull’analisi di dati strutturati – tuttavia, la stragrande maggioranza dei dati aziendali è non strutturata: testi, email, immagini, video, audio. La Gen AI, e in particolare i Grandi Modelli Linguistici (LLM), eccelle nella comprensione e nell’estrazione di valore proprio da questi dati.

Ciò significa che la Gen AI non è solo un nuovo strumento di analisi, ma la chiave per sbloccare un’importante fonte di valore precedentemente inaccessibile.

Come costruire un ecosistema intelligente e sicuro per la produttività aziendale

Il passaggio da strumenti di Gen AI isolati e autonomi -come le prime versioni di chatbot- a un’intelligenza artificiale integrata in un ecosistema di applicazioni interconnesse, rappresenta un salto qualitativo fondamentale.

Gemini e Google Workspace come partner di produttività trasversale

Gemini all’interno di Google Workspace, per esempio, non è un semplice strumento esterno da apprendere e adottare, bensì un assistente AI incorporato direttamente nelle applicazioni che i dipendenti utilizzano quotidianamente: Gmail, Docs, Sheets, Meet e altre.

Questo approccio riduce drasticamente l’attrito nell’adozione e permette all’intelligenza artificiale di agire come un vero “partner di produttività” o “assistente creativo”, piuttosto che come una semplice funzionalità aggiuntiva.

Funzionalità avanzate come la capacità di riassumere informazioni contenute in più documenti presenti su Drive o di attingere al contesto di una conversazione email per redigere una bozza in Docs dimostrano un’intelligenza che opera trasversalmente all’intero flusso di lavoro. Questo significa che il vero vantaggio competitivo non deriva dall’uso di un singolo strumento AI, ma dall’operare all’interno di un ecosistema di lavoro.

Inoltre, basare la propria organizzazione su una piattaforma di collaborazione con AI integrata permette innanzitutto di regolamentare l’utilizzo dell’AI, mettendo in sicurezza le informazioni aziendali e prevenendo fenomeni di shadow IT. Per le aziende, infatti, l’adozione di nuove tecnologie è indissolubilmente legata alla gestione della sicurezza dei dati e della conformità normativa. Google Workspace con Gemini affronta queste preoccupazioni con un approccio enterprise-grade.

Un principio fondamentale è la confidenzialità dei dati: Google dichiara esplicitamente che i dati dei clienti, i loro prompt e le risposte generate non vengono utilizzati per addestrare i modelli Gemini al di fuori del dominio del cliente senza un’autorizzazione esplicita, né vengono venduti o usati per il targeting pubblicitario.

Le aziende mantengono così il controllo sui propri dati attraverso controlli amministrativi integrati. Le funzionalità di Data Loss Prevention (DLP) consentono di limitare l’accesso a dati sensibili, e Gemini può essere configurato per classificare ed etichettare automaticamente i file sensibili in Drive, applicando le policy di protezione esistenti.

Grazie alle certificazioni di sicurezza e privacy riconosciute a livello internazionale, tra cui ISO 42001 (specifica per la gestione dell’AI), SOC 1/2/3 e ISO 27001/17/18, Google Workspace e Gemini garantiscono un elevato standard di sicurezza, ma può anche aiutare le aziende a soddisfare i propri requisiti di conformità.

Come gestire il cambiamento e governare la tecnologia

L’implementazione di una nuova tecnologia non è mai un processo puramente tecnico. Il più grande ostacolo al successo, come emerge da diverse analisi, risiede nella leadership e nella cultura aziendale.

La resistenza al cambiamento è un fenomeno umano naturale, spesso alimentato da incertezza e dalla paura dell’ignoto.

Per superare queste barriere, è necessario un approccio proattivo e incentrato sulle persone:

  • Integrare il contributo dei lavoratori: Il coinvolgimento dei dipendenti fin dalle prime fasi del processo decisionale è fondamentale. Chiedere il loro parere su quali processi automatizzare e come integrare i nuovi strumenti non solo aumenta la probabilità di adozione, ma porta anche a soluzioni tecnologiche migliori e più efficaci, poiché i lavoratori sono i veri esperti dei loro flussi di lavoro.
  • Comunicare il cambiamento: La leadership ha la responsabilità di comunicare in modo chiaro e preciso gli obiettivi dell’introduzione dell’AI. È essenziale sottolineare che lo scopo è potenziare le capacità umane, non sostituirle.
  • Aumentare la trasparenza e l’equità: L’AI può essere uno strumento potente per rilevare e correggere i bias esistenti nei processi, come quelli di assunzione.
  • Considerare l’impatto sul benessere dei lavoratori: L’insicurezza lavorativa generata dall’AI può avere conseguenze negative tangibili sulla salute dei dipendenti, causando stress e ansia che, a loro volta, riducono la produttività. È cruciale gestire l’impatto psicologico del cambiamento.

Per tradurre la visione in azione, è necessario un percorso strutturato. Il team di digital transformation di Huware accompagna aziende e professionisti nell’adozione della Gen AI, partendo non dalla tecnologia ma dalle reali esigenze di business.

In questo modo viene assicurata la mappatura di tutti i processi organizzativi al fine di eliminare i silos, sviluppare soluzioni sicure, e garantire l’adoption tecnologia – e, quindi, il ritorno sull’investimento.