Hybrid work con approccio human-first: Huware acquista un Casale nelle Marche

Hybrid work e filosofia Huware

Lo smart working ha cambiato profondamente l’assetto culturale di molte aziende.

Se da una parte ora a gran voce molti chiedono il ritorno in ufficio, in Huware abbiamo deciso di intraprendere un’altra soluzione, quella del lavoro ibrido, incentrata su parole chiavi come: flessibilità, responsabilizzazione e collaborazione.

Nel 2020, il 63% delle aziende italiane ha registrato un forte aumento della produttività, grazie all’introduzione della modalità di lavoro da remoto.

I vantaggi del lavoro agile sono molteplici, per aziende e dipendenti, ma non vanno dimenticati i rischi e svantaggi: un coinvolgimento minore per i nuovi assunti e la mancanza di rapporto umano e momenti quotidiani per i dipendenti.

È qui che l’hybrid work è avanzata come soluzione ideale per Huware. Non tanto “remote-first” o “office-first”, ma human-first.

Seguendo la cultura e filosofia aziendale, è stato annunciato a Giugno 2021 l’acquisto di un Casale nelle campagne marchigiane, per permettere a tutti gli huroes di poter svolgere un’ulteriore modalità agile: non soli nelle proprie case, ma insieme, immersi nel verde e con tutti gli strumenti per lavorare e divertirsi.

A questo proposito abbiamo intervistato Matteo e Andrea, Founder e Partner di Huware, per approfondire cosa li ha mossi verso questa direzione.

Un Casale nelle Marche: uno spazio human-first

Da dove nasce l’idea del Casale?
È un’idea che avevamo dentro da tanto tempo e che è esplosa qualche mese fa, quando ci siamo interrogati del nuovo modo di vivere gli uffici.
Ad inizio 2022 avremo un nuovo ufficio a Milano, ma prima di questo ci mancava un “tassello”: avere uno spazio nel verde, accessibile a tutti dove poter esprimere al massimo il nostro stile imprenditoriale e la filosofia di people management.

Nell’ottica di un piano di sviluppo di Huware coerente e sostenibile, stavamo ragionando su quali investimenti valutare per rafforzare i nostri asset e accelerare la crescita. Abbiamo provato a ragionare in modo innovativo e sincero, e abbiamo capito che probabilmente la strada meno rapida e immediata, ma più forte e coerente, sarebbe stata quella di investire sul nostro patrimonio principale: le persone, la cultura e i valori.

In questo senso, abbiamo deciso di allocare una parte di investimento rilevante non per l’acquisizione di competenze, fatturato, clienti, ma per dare a Huware un possibilità in più e nuova, per lavorare in coerenza con la nostra visione e per poter potenziare il nostro approccio 10X: un casale, nella natura, nel verde, in centro Italia, in zone a noi care.

In questo modo avremo due nuove case: un HQ nel cuore della zona più innovativa di Milano, il quartiere Isola, un ufficio green & tech, dove assorbire energie e contaminazioni; e un Casale in centro Italia, nel verde, dove lasciarci ispirare e poter innovare.

Quali sono stati i requisiti che vi siete posti, mentre cercavate il posto perfetto?

Cercavamo una location immersa nel verde, con ampi spazi, in una località del centro Italia per facilitarne la raggiungibilità ai colleghi del nord e del sud.

Abbiamo immaginato un ambiente di ispirazione e di aggregazione che facilitasse l’incontro, la scoperta e la collaborazione.

In questi mesi si è parlato molto di smart working ma spesso lo si confonde con il lavoro da remoto. Noi abbiamo cercato di offrire alla nostra comunità un ambiente che potesse agevolare la qualità del lavoro, creatività, sostenibilità.

Il casale ci dà la possibilità di mettere a terra anche i nostri valori e principi: stiamo già pensando a come essere sostenibili, godere dei frutti della terra, dare una mano anche all’ambiente creando arnie per le api, un nostro orto e tante altre cose che annunceremo successivamente.

Un ultimo aspetto importante è stato il territorio: conosciamo bene quelle zone tra le Marche e l’Umbria, e sappiamo che potremo avere uno scambio di relazioni e valore tra Huroes e territorio.

Questa scelta rientra in una visione più generale legata alla filosofia Huware?

Sì, pensiamo che Huware abbia un ruolo di responsabilità sociale nei confronti in primis dei nostri collaboratori e poi della comunità che ci circonda.

Ci sentiamo questa responsabilità fin dal primo giorno in cui abbiamo pensato a Huware e nel nostro piccolo cerchiamo di portarla avanti.

La visione è legata inoltre al consolidamento di alcuni nostri fattori differenzianti nel mercato competitivo di oggi. Noi puntiamo e punteremo sempre di più sul trasferire del valore al mercato e ai clienti in ogni situazione, e lo faremo grazie alle nostre persone, al nostro approccio e alla nostra visione. In questo senso il casale sarà uno “strumento” potente di empowerment.

Il contesto in cui operiamo cambia e cambierà sempre più rapidamente, il nostro punto fisso saranno, appunto, persone, approccio e visione.

Che tipo di ritorno vi aspettate da questo investimento?

Il ritorno più bello sarà vivere insieme al mondo Huware delle bellissime giornate ed esperienze nel Casale. Ci piacerebbe anche dimostrare che questo modello genera più entusiasmo, aggregazione e dunque produttività.

Ci aspettiamo inoltre un ritorno di interazione con il territorio e con l’ecosistema allargato di Huware: clienti, partner, fornitori, amici.

Tutti tornano in ufficio e Huware compra un casale nelle Marche, non vi sembra di andare controcorrente?

In realtà stiamo solo perseguendo la nostra filosofia, che mette al centro le persone. Siamo anche consapevoli che la pandemia è stata un game changer che ha dato consapevolezze diverse per affrontare in modo sempre più innovativo il mondo del lavoro.

Il nostro ruolo inoltre è quello di sperimentare e osare: il lavoro che facciamo e l’approccio che abbiamo scelto ce lo consente.

Non reputiamo il casale un azzardo, siamo certi che avrà un ritorno importante per noi, la nostra azienda e i nostri huroes.