Worklife integration: smart working post-lockdown

Quello che stiamo vivendo oggi, il comunicare a distanza, non allontana le persone.

In questo periodo di smart working siamo entrati nelle case o uffici delle persone, cosa che fino a poco tempo fa era impensabile.

Noi di Huware, seguendo il nostro DNA, abbiamo dovuto lavorare sul nostro credo: fiducia nei nostri collaboratori, dalle attività agli obiettivi. E tutto ciò lo abbiamo travasato sul mindset dei nostri clienti.

In questi mesi di lavoro a distanza abbiamo esplorato tutto quello che poteva esserci, compreso il south e center working, ancora oggi abbiamo delle colleghe che lavorano dalla Calabria, dall’Umbria o dal Lazio.

Abbiamo cambiato modalità di consulenza e formazione. Dal passare ad essere fisicamente dal cliente a un’attività online, formando più di 1500 persone e al tempo stesso educandole su come comportarsi durante la formazione (telecamera accesa, microfoni spenti, ecc.)

In pieno lockdown siamo anche entrati nelle scuole, nelle università e con realtà a sfondo sociale, attraverso la formazione e la tecnologia.

Notando io stesso, con i miei due figli, le difficoltà della scuola ad adattarsi in tempi rapidi a questo evento inaspettato.

Sempre in smart working abbiamo assunto nuove persone colloquiate, esclusivamente tramite intervista via Meet. In passato non ci avrei mai creduto.

Il 18 settembre per la prima volta li abbiamo conosciuti dal vivo ed è stato molto bello vedere come quella spigliata più timida o come uno dei nuovi ragazzi è altissimo!

Abbiamo sperimentato, tra noi e con i clienti, nuove abitudini. Per mantenere una relazione con i colleghi siamo passati dallo yoga post-lavoro, al caffè della mattina, fino al town hall settimanale per i gruppi di lavoro misti.

Continueremo con questa esperienza: stiamo lavorando per continuare su questa prospettiva, concentrandoci sull’ottimizzazione dei processi e delle tecnologie.

Non parliamo più di orari, ma di responsabilizzazione delle prime linee.

Lo smart working fino a poco tempo fa era confuso con l’avere degli uffici stupendi, questo per far stare più tempo in ufficio le persone, affinché l’imprenditore si fidasse.

In realtà le persone a casa sono più produttive e portano a termine gli obiettivi, il tutto ciò favorendo la socialità.

Torneremo in ufficio?

Noi sul nuovo ufficio ci stiamo riflettendo, abbiamo strappato un progetto e ne stiamo pensando un altro. Per noi non sarà più un luogo dove si viene per lavorare, ma un luogo per svolgere delle attività che a casa sono difficili da svolgere.

Oggi le persone sono più consapevoli delle libertà che hanno e agevolare i fornitori, evitando di fargli fare i km, sono alcuni “Win Win”.

La vita famigliare e lavorativa sono sempre più liquide.

Non è importante obbligare le persone a venire a Milano, per raggiungere un obiettivo. Più importante è avere la tecnologia.

Perché sono nati gli uffici? Non per lavorare insieme, ma per controllare le persone. Quell’epoca è oramai terminata.

Intervento del webinar sullo smartworking organizzato da Randstad, dallo speech di Matteo Fenaroli, founder & partner Huware.